Otto monumenti Patrimonio UNESCO, quindici secoli di mosaici bizantini e la tomba di Dante.
Per tre secoli Ravenna è stata una capitale: dell'Impero Romano d'Occidente al tramonto, poi del regno ostrogoto di Teodorico, poi dell'Italia bizantina. Ognuno di questi mondi ha lasciato chiese e battisteri, e al loro interno alcuni dei mosaici più straordinari mai realizzati. Otto di questi monumenti sono iscritti insieme nella lista del Patrimonio dell'Umanità UNESCO.
La Basilica di San Vitale ne è il cuore: un ottagono di luce dove, sulle pareti del presbiterio, l'imperatore Giustiniano e l'imperatrice Teodora si fronteggiano ancora attraverso i secoli, fra l'oro e il verde profondo. A pochi passi, il piccolo Mausoleo di Galla Placidia nasconde i mosaici più antichi della città sotto una volta di blu notte trapunta di stelle, un cielo che brilla da millecinquecento anni.
Ravenna è anche la città dove Dante trascorse gli ultimi anni dell'esilio e morì, nel 1321. È sepolto qui, non nella sua Firenze, in una piccola tomba neoclassica accanto alla Basilica di San Francesco, dove una lampada alimentata con olio donato da Firenze arde ancora, come una silenziosa scusa. Il centro storico, con le sue piazze tranquille e il gelato, è fatto per un pomeriggio lento.
Pratico: circa 1 ora in auto da Gradara, circa 70 km lungo la costa. Un unico biglietto cumulativo copre i monumenti principali (San Vitale, Galla Placidia, i due battisteri e Sant'Apollinare Nuovo); la tomba di Dante è gratuita. Una giornata intera è l'ideale, ma un lungo pomeriggio basta per l'essenziale. Scarpe comode: si gira tutto a piedi.