La rocca di Paolo e Francesca, a cinque minuti a piedi dal Conventino.
Le prime mura furono erette qui nel 1150, quando Gradara apparteneva alla famiglia De Griffo. Due secoli dopo il castello passò ai Malatesta di Rimini, che ne fecero una delle roccaforti più formidabili della costa adriatica: una doppia cinta muraria, un mastio di trenta metri, un ponte levatoio che funziona ancora, e un panorama che spazia dal mare alle colline retrostanti.
Fu in queste stanze, intorno al 1289, che si consumò la tragedia di Paolo e Francesca. Francesca da Polenta di Ravenna era stata promessa in sposa a Gianciotto Malatesta, signore di Gradara, valoroso in guerra ma di carattere duro. La tradizione vuole che si innamorò di Paolo, il fratello minore e più bello, mentre leggevano insieme un romanzo cavalleresco su Lancillotto e Ginevra. Sorpresi da Gianciotto, gli amanti furono uccisi proprio nella stanza in cui avevano letto. Mezzo secolo dopo, Dante avrebbe trasformato l'episodio nei versi più citati di tutta la Divina Commedia.
Nei secoli successivi il castello cambiò più volte padroni, passando dagli Sforza ai Borgia (Lucrezia Borgia soggiornò fra queste mura nel 1493), dai Della Rovere ai Mosca, fino agli Zaccagnini. Ogni famiglia lasciò una piccola impronta sulle pietre. Oggi il castello è aperto al pubblico, ed è possibile attraversare la stanza dove la tragedia sarebbe avvenuta: la botola nel pavimento, le pietre consumate, il silenzio.
Pratico: 5 minuti a piedi dal Conventino. Aperto tutti i giorni, lunedì chiuso. Biglietti all'ingresso. Almeno un'ora per la visita.